La Sicilia – Catania

Domenica 1 Febbraio 2009
Sensibilità e impeto: la magica prova della Massarelli sul podio del Bellini di Catania. Ma esiste una musica al femminile? Illustri musicologi affermano che ogni vero artista interpreta la musica secondo il proprio animo che è diverso da una personalità all'altra: ma la distinzione di genere no, non c'è. Dopo avere ascoltato in rapida successione, al Teatro Massimo, due concerti sinfonici diretti da due donne, il giudizio cambia.
Silvia Massarelli, in questo week end ne ha dato una prova decisa: ha rivelato una personalità d'eccezione: una sensibilità profonda, che coglie anche le minime indicazioni della partitura, una delicatezza impalpabile nei momenti sognanti e poi un impeto, un calore sentimentale che si riconoscono subito. E' la personalità femminile, di una Corinna, di una George Sand della musica. E' quella fervida sensibilità che fu di Clara Schumann elevata qui a tutti i colori di una grande orchestra.
Silvia Massarelli ha proposto la Dolly di Gabriel Fauré con tutte le seduzioni di un decadentismo insinuante, dolce, ma non privo di soprassalti aggressivi, una mescolanza di delicatezza e di turbamenti quale raramente si riesce a trovare nelle ordinarie esecuzioni dirette da uomini. Miscela di impulsi e canto affettuoso che si è ripetuta per le danze sinfoniche di Rachmaninov dove i riverberi del mezzogiorno si sono stemperati nel trepido crepuscolo per giungere a una mezzanotte di languori e di improvvise gioie che fa della musica una fedele analisi dell'animo nei momenti di grazia. La orchestratrice ha partecipato a tutte le emozioni che evocava con impeto, con visibile simpatia e alla conclusione, tra gli scroscianti applausi del competente uditorio a sua volta si è congratulata con i solisti dell'orchestra che hanno permesso la magia.
Sergio Sciacca

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